“Ambiente, Rifiuti e Riciclo” – Scritto da Alessia Di Nucci
Martedì 18 marzo, presso la Libreria Rinascita di Roma di via delle Botteghe Oscure, ha avuto luogo l’incontro organizzato dai GIV Roma “ Ambiente, Rifiuti e Riciclo”.
Grazie all’intervento di relatori autorevoli e competenti è stato possibile sviluppare un dibattito ed un’analisi critica dei problemi strutturali legati all’avvio di un completo ciclo di recupero del rifiuto, delle tecnologie utilizzate e del ruolo fondamentale dell’educazione ambientale.
Abbiamo affidato l’apertura all’On. Stefano Pedica, Capolista al Senato IDV Lazio, che ha ricordato la necessità del ruolo attivo dei giovani all’interno del partito, salutando quindi con favore la nostra iniziativa.
Il dibattito è poi stato centrato sulla domanda “Cos’è un rifiuto?”, cercando di cogliere la sfumatura grazie alla quale possiamo giungere a considerare il rifiuto come una RISORSA.
Da questa premessa ha avuto inizio l’intervento dell’antropologo Massimo Guerra che ha definito il termine “rifiuto” come “termine inventato, tautologico”. In particolare, Guerra ha richiamato l’attenzione sulla scala gerarchica, delineata nella normativa comunitaria e italiana, che vede come prioritaria la riduzione della produzione di rifiuti; la logica della gestione deve garantire allo stesso tempo l’economicità del sistema e il minor impatto ambientale possibile.
L’intervento del Prof. Ing. Renato Gavasci, docente all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha posto in luce l’irrealizzabilità della raccolta differenziata totale, da tante parti invocata. Da ciò, la necessità di individuare soluzioni alternative che vadano a maggiorare le capacità di recupero dei rifiuti da parte delle imprese. Sfavorevole è il giudizio del Prof. circa la tendenza a fissare per legge la percentuale di raccolta differenziata, in quanto tale livello dovrebbe rispondere unicamente alle richieste delle imprese interessate al recupero dei rifiuti.
E’ seguito un dibattito riguardante la fase dell’incenerimento dei rifiuti, giudicata fondamentale nella chiusura del ciclo. Il Prof. Gavasci ha sottolineato come le emissioni di diossina non siano ascrivibili alla presenza di termovalorizzatori, cercando, quindi, di sminuire l’allarme sociale cresciuto intorno a tale tecnologia.
Sul tema della discarica, è stato possibile usufruire dell’esperienza dell’Ing. Rando, amministratore unico della discarica romana di Malagrotta. Quest’ultimo ha potuto confermare l’esaurimento delle capacità contenitive della discarica in questione ed ha portato l’attenzione sulla distanza esistente tra la normativa in vigore (decreto Ronchi e decreto 152) e la realtà, in quanto le quote per la raccolta differenziata indicate sono irraggiungibili momentaneamente. La disposizione di legge, non tenendo conto della realtà, risulta, di fatto, inutile nella sua funzione disciplinante e di sollecitazione.
Dalla discarica autorizzata di Malagrotta, il Prof. Ing. Amendola, docente dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Responsabile IDV Lazio “Ambiente, Territorio e Infrastrutture”, ha spostato l’attenzione sulla preoccupante realtà del Tevere, divenuto, in alcuni tratti, discarica a cielo aperto. Coadiuvato da alcune eloquenti immagini, Amendola ci ha introdotto all’ambizioso progetto dell’associazione “Amici del Tevere”, la cui prima riunione si terrà il 31 marzo alla UISP di Viale Giotto, in Roma. L’analisi del problema rifiuti, secondo Amendola, non deve mai prescindere dal considerare il medesimo come un “problema di costume contemporaneo, dovuto, tra l’altro, all’insensatezza di molte nostre abitudini”.
Approfittando della presenza dell’On. Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente e cooperazione tra i popoli della Regione Lazio, e del Dott. Giuseppe Vatinno, Candidato alla Camera e Responsabile Nazionale Energia IDV, abbiamo potuto discutere sulle potenzialità delle politica in questo ambito. Si è parlato infatti della non convergenza dei tempi della pianificazione con quelli della politica e del dovere da parte delle Istituzioni di affrontare la questione dal punto di vista culturale, anche qualora questo comporti investimenti i cui risultati saranno percepiti solo nel lungo termine.
Infine, l’intervento del regista Andrea d’Ambrosio, autore del film “Biùtiful cauntri”, ci ha ricordato la complessità della vicenda campana dei rifiuti, dove sul problema dell’esaurimento delle discariche autorizzate si è innestato quello della mano della camorra.
D’Ambrosio ha invitato a riflettere sul termovalorizzatore in progetto ad Acerra, la cui costruzione, nonostante sia stata accertata come parzialmente irregolare, segue a discapito di tutto.
L’incontro si è chiuso con la proiezione del trailer del film cinque minuti intensi ma sufficienti a scatenare senso di rabbia e impotenza.
"Auspichiamo che una simile iniziativa sia ripresa dagli altri gruppi GIV in Italia.” - ha detto Stefano Antonelli, moderatore dell’incontro-“ E' l'essere informati che ci permetterà di interagire da protagonisti nella società, invece di lasciarci inerti e meri spettatori di quello che succede attorno a noi."
GIV Roma ringrazia: il Prof. Ing. Amendola per aver contribuito alla realizzazione dell’evento pagando l’affitto della sala, tutti i relatori che si sono prestati al dibattito fornendoci un’occasione di arricchimento personale e l’associazione “S.i.a.m.o” per il proiettore.
Martedì 18 marzo, presso la Libreria Rinascita di Roma di via delle Botteghe Oscure, ha avuto luogo l’incontro organizzato dai GIV Roma “ Ambiente, Rifiuti e Riciclo”.
Grazie all’intervento di relatori autorevoli e competenti è stato possibile sviluppare un dibattito ed un’analisi critica dei problemi strutturali legati all’avvio di un completo ciclo di recupero del rifiuto, delle tecnologie utilizzate e del ruolo fondamentale dell’educazione ambientale.
Abbiamo affidato l’apertura all’On. Stefano Pedica, Capolista al Senato IDV Lazio, che ha ricordato la necessità del ruolo attivo dei giovani all’interno del partito, salutando quindi con favore la nostra iniziativa.
Il dibattito è poi stato centrato sulla domanda “Cos’è un rifiuto?”, cercando di cogliere la sfumatura grazie alla quale possiamo giungere a considerare il rifiuto come una RISORSA.
Da questa premessa ha avuto inizio l’intervento dell’antropologo Massimo Guerra che ha definito il termine “rifiuto” come “termine inventato, tautologico”. In particolare, Guerra ha richiamato l’attenzione sulla scala gerarchica, delineata nella normativa comunitaria e italiana, che vede come prioritaria la riduzione della produzione di rifiuti; la logica della gestione deve garantire allo stesso tempo l’economicità del sistema e il minor impatto ambientale possibile.
L’intervento del Prof. Ing. Renato Gavasci, docente all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha posto in luce l’irrealizzabilità della raccolta differenziata totale, da tante parti invocata. Da ciò, la necessità di individuare soluzioni alternative che vadano a maggiorare le capacità di recupero dei rifiuti da parte delle imprese. Sfavorevole è il giudizio del Prof. circa la tendenza a fissare per legge la percentuale di raccolta differenziata, in quanto tale livello dovrebbe rispondere unicamente alle richieste delle imprese interessate al recupero dei rifiuti.
E’ seguito un dibattito riguardante la fase dell’incenerimento dei rifiuti, giudicata fondamentale nella chiusura del ciclo. Il Prof. Gavasci ha sottolineato come le emissioni di diossina non siano ascrivibili alla presenza di termovalorizzatori, cercando, quindi, di sminuire l’allarme sociale cresciuto intorno a tale tecnologia.
Sul tema della discarica, è stato possibile usufruire dell’esperienza dell’Ing. Rando, amministratore unico della discarica romana di Malagrotta. Quest’ultimo ha potuto confermare l’esaurimento delle capacità contenitive della discarica in questione ed ha portato l’attenzione sulla distanza esistente tra la normativa in vigore (decreto Ronchi e decreto 152) e la realtà, in quanto le quote per la raccolta differenziata indicate sono irraggiungibili momentaneamente. La disposizione di legge, non tenendo conto della realtà, risulta, di fatto, inutile nella sua funzione disciplinante e di sollecitazione.
Dalla discarica autorizzata di Malagrotta, il Prof. Ing. Amendola, docente dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Responsabile IDV Lazio “Ambiente, Territorio e Infrastrutture”, ha spostato l’attenzione sulla preoccupante realtà del Tevere, divenuto, in alcuni tratti, discarica a cielo aperto. Coadiuvato da alcune eloquenti immagini, Amendola ci ha introdotto all’ambizioso progetto dell’associazione “Amici del Tevere”, la cui prima riunione si terrà il 31 marzo alla UISP di Viale Giotto, in Roma. L’analisi del problema rifiuti, secondo Amendola, non deve mai prescindere dal considerare il medesimo come un “problema di costume contemporaneo, dovuto, tra l’altro, all’insensatezza di molte nostre abitudini”.
Approfittando della presenza dell’On. Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente e cooperazione tra i popoli della Regione Lazio, e del Dott. Giuseppe Vatinno, Candidato alla Camera e Responsabile Nazionale Energia IDV, abbiamo potuto discutere sulle potenzialità delle politica in questo ambito. Si è parlato infatti della non convergenza dei tempi della pianificazione con quelli della politica e del dovere da parte delle Istituzioni di affrontare la questione dal punto di vista culturale, anche qualora questo comporti investimenti i cui risultati saranno percepiti solo nel lungo termine.
Infine, l’intervento del regista Andrea d’Ambrosio, autore del film “Biùtiful cauntri”, ci ha ricordato la complessità della vicenda campana dei rifiuti, dove sul problema dell’esaurimento delle discariche autorizzate si è innestato quello della mano della camorra.
D’Ambrosio ha invitato a riflettere sul termovalorizzatore in progetto ad Acerra, la cui costruzione, nonostante sia stata accertata come parzialmente irregolare, segue a discapito di tutto.
L’incontro si è chiuso con la proiezione del trailer del film cinque minuti intensi ma sufficienti a scatenare senso di rabbia e impotenza.
"Auspichiamo che una simile iniziativa sia ripresa dagli altri gruppi GIV in Italia.” - ha detto Stefano Antonelli, moderatore dell’incontro-“ E' l'essere informati che ci permetterà di interagire da protagonisti nella società, invece di lasciarci inerti e meri spettatori di quello che succede attorno a noi."
GIV Roma ringrazia: il Prof. Ing. Amendola per aver contribuito alla realizzazione dell’evento pagando l’affitto della sala, tutti i relatori che si sono prestati al dibattito fornendoci un’occasione di arricchimento personale e l’associazione “S.i.a.m.o” per il proiettore.
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